Purtroppo,dopo la bella notizia,mi tocca riflettere con voi su una situazione che è molto triste.
L'articolo in questione è:Birmania: giornalisti da salvare. link:http://www.articolo21.info/editoriale.php?id=2990
E' il rapporto di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani in Birmania. Si parla di oltre settecento persone arrestate durante e dopo le manifestazioni di settembre, di violenze e torture. Non è una novità,direte voi,ma parliamone,parliamone,parliamone,non sarà mai abbastanza.
Dicevo,oltre settecento arresti.Giornalisti inclusi ovviamente.
Alcuni nomi:Ye Lwin, giornalista e poeta, i soldati l'hanno picchiato e trascinato via su un camion a Rangoon;Min Htin Ko Ko Gyi ,in ospedale dopo l’arresto per lesioni alla testa, Maung Yan Paing, Kyaw Zeya Tun, Win Ko Ko Lat, e il fotografo Win Saing, dal 29 agosto sono agli arresti. Altri erano in carcere già da tempo:U win tin ,da diciotto anni è inprigionato,ed ora ne ha 77,per aver scritto sulle condizioni dei detenuti nelle carceri birmane.E’ molto malato, Reporters Sans Frontieres chiede da anni il suo rilascio.Chissà quando verranno ascoltati.
Questi,solo alcuni esempi.
Inutile dire della censura che persiste ancora,abbiamo tutti visto quanto è difficile reperire notizie sulla Birmania,diventano sempre più rare e frammentarie.E chissà che rischi corre chi riesce a divulgarle.
E nell'articolo c'è una proposta concreta x dare voce alla disperazione,vi pubblico lo stralcio per intero:" Queste notizie, poche e frammentarie, che giungono dalla Birmania interrogano i giornalisti di tutto il mondo. Per sostenere la libertà di stampa in Birmania qualcosa si può fare.
Per esempio, come sindacati e organizzazioni per i diritti umani sostengono gli attivisti per la democrazia, perché la Federazione della Stampa, in questi giorni riunita in congresso, non decide di adottare quei colleghi birmani? E di aiutare con ogni mezzo possibile gli altri, ancora liberi, che dalla Birmania riescono a farci arrivare notizie e immagini? Una iniziativa cui potrebbero associarsi giornali e network che, non dimentichiamolo, non hanno potuto mandare inviati a Rangoon durante la crisi di settembre. Per giorni, per settimane i nostri giornali e telegiornali hanno parlato di Birmania con notizie, foto, riprese televisive scaricate da Internet, gratis. Gratis per loro, ma pagate con il rischio della vita da chi le ha realizzate. Sta a noi ora dimostrare che la libertà di espressione sancita dall’articolo 21 della nostra Costituzione non riguarda solo chi se la può permettere, che è o dovrebbe essere un principio universale".
PAROLE SANTE.GIA',PERCHE' NON LO FANNO?PERCHE' NESSUNO CI HA PENSATO PRIMA?
Speriamo che qualcosa si smuova.
giovedì 29 novembre 2007
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1 commento:
Chissà se ora che toccano i giornalisti si muoveranno... forse no dato che non sono occidentali...
Spero che qualcosa si muova presto.
Lo spero tamto ma quel gruppo che mi aveva cercato si è sciolto da quanto ho capito e quindi non ha più organizzato nulla.
Io sto pensando a qualcosa che possa aprire uno spiraglio non solo virtuale ma non è facile. La notte arancio di Lamezia Terme è assolutamente da lodare.
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