Dopo l'invito del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, anche "Human Rights Watch", il gruppo per i diritti umani con sede a New York, ha chiesto alla Cina (che, ricordiamolo, è anch'essa membro del Consiglio di Sicurezza) di contribuire a fermare la repressione in Myanmar e a fare di più nei confronti della giunta, suo alleato.
I due
Paesi però non sono d'accordo sulle azioni che il Consiglio di Sicurezza dovrebbe adottare. La Cina, dal canto suo, ha ribadito che l'azione delle Nazioni Unite per il Myanmar dovrebbe essere "prudente e responsabile" e non dovrebbe includere sanzioni.
La HRW ha però richiamato l'attenzione sul fatto che la data dell'8 agosto 2008, scelta per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino, segnerà il 20esimo anniversario delle proteste per la democrazia che ebbero luogo nell'ex Birmania nel 1988, anche queste represse dalla giunta militare al potere un mese dopo!
Paesi però non sono d'accordo sulle azioni che il Consiglio di Sicurezza dovrebbe adottare. La Cina, dal canto suo, ha ribadito che l'azione delle Nazioni Unite per il Myanmar dovrebbe essere "prudente e responsabile" e non dovrebbe includere sanzioni.La HRW ha però richiamato l'attenzione sul fatto che la data dell'8 agosto 2008, scelta per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino, segnerà il 20esimo anniversario delle proteste per la democrazia che ebbero luogo nell'ex Birmania nel 1988, anche queste represse dalla giunta militare al potere un mese dopo!
Ed è proprio questa una delle possibili iniziative che molti bloggers vorrebbero sostenere: boicottare le Olimpiadi! La minaccia stessa di un boicottaggio delle Olimpiadi può convincere la Cina ad esercitare l'enorme potere che ha sulla Birmania. Ma come?
Dal punto di vista del Comitato Olimpico e degli altri organismi che ruotano attorno alla grande manifestazione è piuttosto difficile. Dovrebbe invece essere, ancora una volta, un movimento di popoli rivolto contro il sostegno che la Cina, imperterrita, assicura costantemente ai militari birmani: questo significa parlarne, discuterne, fare convegni, conferenze, manifestazioni, dare voce ai birmani profughi, far rimbalzare sui mass media la condanna dei popoli alla Cina per quanto avviene in Birmania.
Dal punto di vista del Comitato Olimpico e degli altri organismi che ruotano attorno alla grande manifestazione è piuttosto difficile. Dovrebbe invece essere, ancora una volta, un movimento di popoli rivolto contro il sostegno che la Cina, imperterrita, assicura costantemente ai militari birmani: questo significa parlarne, discuterne, fare convegni, conferenze, manifestazioni, dare voce ai birmani profughi, far rimbalzare sui mass media la condanna dei popoli alla Cina per quanto avviene in Birmania.
Pechino esige da sempre il rispetto dei confini, all’interno dei quali il governo può agire come vuole, anche
uccidendo a freddo i suoi stessi cittadini. Eppure tende a interferire (eccome!) negli affari di altri Stati: il Tibet invaso è l’esempio più lampante!
uccidendo a freddo i suoi stessi cittadini. Eppure tende a interferire (eccome!) negli affari di altri Stati: il Tibet invaso è l’esempio più lampante! Ma la rivolta buddista nella ex Birmania, riproduce su scala ridotta quella che potrebbe essere una possibilissima rivolta nonviolenta tibetana all’interno della Cina. Specialmente dopo l' ultima "mazzata" ricevuta dagli Usa di Bush che ha incontrato il Dalai Lama alla Casa Bianca. Il ministro degli Affari esteri cinese, Liu Jianchao, ha denunciato la riunione come una provocazione.
Oramai l’opinione pubblica occidentale, che si è mobilitata a favore della protesta dei monaci buddisti come mai era accaduto in passato, incomincia a identificare la causa birmana con quella tibetana. Mai come adesso la Repubblica Popolare Cinese si trova in una morsa.
Un segnale di flebile speranza, invece, arriva oggi da
Rangoon. Sono stati infatti rilasciati due dei piu' illustri oppositori arrestati nel Myanmar durante la feroce repressione delle manifestazioni per la democrazia: Zanagar, famoso comico birmano, e Kyaw Thu (nella foto a sinistra), uno degli attori piu' importanti del Paese, scarcerato insieme alla moglie. Ad annunciarlo un collega degli ex detenuti, che ha tuttavia preteso l'anonimato temendo rappresaglie. L'uomo ha precisato che i tre sono usciti di prigione ieri a tarda sera.
Rangoon. Sono stati infatti rilasciati due dei piu' illustri oppositori arrestati nel Myanmar durante la feroce repressione delle manifestazioni per la democrazia: Zanagar, famoso comico birmano, e Kyaw Thu (nella foto a sinistra), uno degli attori piu' importanti del Paese, scarcerato insieme alla moglie. Ad annunciarlo un collega degli ex detenuti, che ha tuttavia preteso l'anonimato temendo rappresaglie. L'uomo ha precisato che i tre sono usciti di prigione ieri a tarda sera. La
popolarita' delle due stelle dello spettacolo, e la loro adesione alle proteste, sono giudicati dagli osservatori un fattore non secondario tra quanti spinsero decine di migliaia di persone, fino a centotrentamila in unica soluzione, a scendere in piazza per manifestare la loro avversione nei confronti del regime guidato dal generale Than Shwe.
popolarita' delle due stelle dello spettacolo, e la loro adesione alle proteste, sono giudicati dagli osservatori un fattore non secondario tra quanti spinsero decine di migliaia di persone, fino a centotrentamila in unica soluzione, a scendere in piazza per manifestare la loro avversione nei confronti del regime guidato dal generale Than Shwe. Identica la 'colpa' imputata a tutti: l'aver offerto cibo e acqua, una forma di elemosina considerata peraltro doverosa per ogni buon credente, ai monaci buddhisti che per cinque settimane consecutive guidarono le pacifiche marce del dissenso.
Intanto, l’inviato speciale delle Nazioni Unite per il Myanmar, Ibrahim Gambari (a destra), ha confermato l’intenzione di tornare nell’ex Birmania verso la metà del mese di novembre.
Intanto, l’inviato speciale delle Nazioni Unite per il Myanmar, Ibrahim Gambari (a destra), ha confermato l’intenzione di tornare nell’ex Birmania verso la metà del mese di novembre.


















9 commenti:
Mimmo, ottimo post. qualche tempo fa ho scritto anche io su questo argomento e grazie all'intervento di arguti commentatori è stato lo spunto per un dibattito interessantissimo in cui tutti ci siamo detti favorevoli a iniziative di questo tipo anche se non tutti siamo ugualmente ottimisti nell'efficacia di una tale iniziativa. Ti invito a leggere un breve e significativo articolo sull'argomento sul blog www.tagliobasso.blogspot.com che ha messo in evidenza come gli stessi cinesi hanno dato vita ad una protesta, sotto forma di petizione, dallo slogan "vogliamo diritti umani e non olimpiadi". Protesta che ha visto il suo numero di persone arrestate e detenute con le modalità che possiamo immaginare.
" ... La Cina, dal canto suo, ha ribadito che l'azione delle Nazioni Unite per il Myanmar dovrebbe essere "prudente e responsabile" e non dovrebbe includere sanzioni. ...".
Con queste intenzioni, non mi sembra che la Cina si senta "alle strette".
D'altra parte l'allocuzione "prudente e responsabile" dice di tutto e di più.
Senza andare troppo per il sottile la Cina è ancora una dittatura e, quindi, da uno stato governato senza democrazia c'è poco da aspettarsi.
Inoltre la ex Birmania è un "buon mercato" per la Cina. Se in Birmania cambiasse governo, con l'avvento della democrazia, forse entrerebbero maggiormente altri mercati con danno per la Cina.
La democrazia in un paese vicino sarebbe, poi, come fumo negli occhi ai dirigenti cinesi.
Per questi motivi ritengo che, difficilmente, la Cina cambierà la sua politica su questo versante.
Il boicottaggio delle Olimpiadi potrebbe essere una carta da giocare, però, per vari motivi è difficile.
@ Arabafenice: ...darò un occhiata presto! ;) grazie!
@Sergio: ...il titolo del post è naturalmente ironico. Ma alla fine, se ci pensiamo, la Cina si vede bene dall'essere messa sotto accusa. Tant'è che cerca sempre di destreggiarsi nei contatti con gli altri Stati del mondo. La Cina non può assolutamente permettersi di restare SOLA! ...io spero che comunque si cerchi di sbloccare la situazione e, prima di tutto, scarcerare tutti gli innocenti che sono stati arrestati.
Lo sappiamo...è difficile.
MA bisogna pur sempre iniziare...no?! ;)
La Cina ormai è più prepotente degli Stati Uniti. Non si sentirà mai alle strette, sanno di essere forti, e vanno avanti per la loro strada...
L'autarchia però non paga neanche per loro.
E lo sanno. Credo che riuscire a paventare concretamente nella loro testa la possibilità di boicottare le Olimpiadi del 2008 sarebbe molto importante per dar loro un segnale forte volto a far loro frenare questa smania di "imperialismo moderno".
Errata Corrige:
Riuscirea FAR paventare.
che la birmania ricordi il tibet non ci sono dubbi.e che la dittatura cinese sia peggiore di tutte le altre credo che sia palese.tutti si sono sempre schierati con vigore contro l'ex-unione sovietica,la bulgaria,ecc,x carità con ragione,ma la cina è sempre stata sottovalutata,forse xchè più chiusa,così immensa.mao è morto,altri capi si sono succeduti,ma tien ammen nn è lontana come invece lo è la democrazia.solo che la cina fa comodo,lavorano tanto e per poco,sono aperte ad una politica capitalistica unita a repressione di ogni diritto civile,nn si riescono più a trovare vestiti o scarpe made in italy,altro che olimpiadi!mi unisco a voi nell'incitare al boicottaggio,purtroppo non credo che succederà,xò la speranza non va mai abbandonata.
Ho appena scoperto l'iniziativa dei Blogger for Burma! Verrò a leggervi costantemente perchè anche io ho cuore la Birmania!
Grazie,
Aiuolik
...grazie a tutti voi!
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