sabato 20 ottobre 2007

BIRMANIA : FINE DEL COPRIFUOCO.

Il regime birmano ha revocato oggi il coprifuoco imposto a Rangoon in settembre durante la protesta repressa dai militari. Forse il regime respira aria di tranquillità, e la cosa non va certo bene.
Dopo tante proteste, dopo 13 morti e chissà quanti feriti che rimane?
Rimane tanta indignazione...indignazione non solo per l'operato del regime, ma per tutto...per i mezzi di comunicazione che non ne parlano più, per la comunità internazionale, la quale non ha mosso un dito...ovviamente la Cina fa paura!
Noi, nel nostro piccolo, andiamo avanti...perchè NOI non vogliamo dimenticarli.Certo è triste vedere come le grida di libertà di quelle persone sono cadute nel baratro del disinteresse generale.
Ricordiamoci anche che circa 3000 manifestanti sono stati arrestati e nessuna saprà mai che fine faranno.

3 commenti:

Gianfranco Guccia ha detto...

Caro Davide, dici il vero quando affermi che la Cina fa paura, e credo che su questa asserzione si possa fondare un'ipotesi né fantastica né surreale: la "guerra fredda" non è mai finita.
Mi chiedo, con un po' di sconforto, se davvero finirà mai.
Continuiamo egualmente a sperare.
Gianfranco

ArabaFenice ha detto...

Continuo a ripetere quanto ho detto anche in altre sedi. La Cina se ne frega altamente di tutte le norme internazionali ed è ora che la Comunità Internazionale la rimetta al suo posto. Ovviamente non auspico una guerra contro la Cina, ma un isolamento commerciale e culturale sì. Non mi piace che faccia finta di essere pulita e noi lì ad ammiccare. Io da tempo ho già boicottato la Cina non comprando nulla di cinese. Tra l'altro i loro prodotti sono davvero di infima qualità.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

A me ferisce il fatto che i media se ne strafregano

Sono stato in trasmissione da Lerner mercoledì scorso, conosco una della redazione e le ho accennato a quello che facciamo ma la sua risposta è stata che Lerner non si occupa di Birmania.

Forse lo farà quando ci saranno nuovamente morti o forse se ne frega e basta. Ma l'amarezza è tanta.