lunedì 22 ottobre 2007

Aung San Suu Kyi: l'eroina sconosciuta

Aung San Suu Kyi è l'ottava donna premiata col Nobel per la Pace nel 1991. Ma nessuno conosce bene la sua storia. Cerchiamo quindi di scoprire chi è questa "eroina sconosciuta".

Nata nel 1945, figlia di Aung San, leader del movimento indipendentista assassinato nel 1947, ha conosciuto e apprezzato la filosofia gandhiana della non-violenza fin da bambina, in India, dove ha vissuto al seguito di sua madre, ambasciatrice.
Ha avuto una formazione cosmopolita: ha studiato a Oxford, ha lavorato all'Onu, sposata con un inglese. Il suo interesse per la politica si è manifestato tardi, quando, nel 1988, tornata in Birmania per accudire la madre malata, si è trovata coinvolta nella lotta contro il regime militare dittatoriale. Decide di rimanerci e, sempre nello stesso anno, si impone nella scena nazionale del suo paese come leader e fondatrice della Lega Nazionale per la Democrazia, un movimento non-violento che stravince le elezioni del 1990 e le permette di diventare Primo Ministro. Naturalmente i militari rigettarono e annullarono il voto popolare e presero il potere con la forza. Scattano così gli arresti domiciliari per Aung San, con la concessione che se avesse voluto abbandonare il paese, lo avrebbe potuto fare; lei rifiutò la proposta del regime e preferisce restare nel paese, detenuta nella sua casa, senza possibilità di alcun contatto esterno ma dove continua ad agire contro la dittatura con la non-violenza.

Gli arresti domiciliari vengono revocati nel 1995, ma rimane comunque in uno stato di semi libertà. Non poté mai lasciare il paese, perché in tal caso le sarebbe stato negato il ritorno in Myanmar. Unico segnale di speranza è stato l'intervento dell'Onu nel 2002 che permette ad Aung San Suu Kyi il riconoscimento di una maggiore libertà d'azione in Myanmar. Ma lo scotto da pagare è drammatico: nel 2003 mentre è a bordo di un convoglio con numerosi supporters, un gruppo di militari aprì il fuoco e massacrò migliaia di suoi sostenitori. Lei si salva per miracolo e, sia nel 2005 che nel 2006, gli vengono ulteriormente rinnovati gli arresti domiciliari.

Aung San Suu Kyi è costretta a guardare impotente anche l’ennesima ed ultima repressione finita nel sangue del “suo” popolo, quella oramai tristemente famosa, per mano del sanguinario regime birmano che spossa il popolo con imposte proibitive su ogni genere di prima necessità e dove l’elevata mortalità infantile, i bimbi soldato e lo stupro di massa sono la quotidianità.
Oggi ha 62 anni, 12 dei quali passati in prigionia. Ma la sua lotta prosegue...è a casa sua che è anche passato il capo della consulta dell’Onu, il diplomatico Ibrahim Gambari, dopo essersi recato a Rangoon per verificare la situazione e per discutere con i leader politici attuali.
Aung San Suu Kyi ha espresso la possibilità di un dialogo pacifico tra le fazioni, dichiarando anche che la popolazione del Myanmar è stanca di subire ogni giorno soprusi e imposizioni anti-liberali da parte del governo."Ciò che la gente della Birmania vuole oggi è democrazia; una volta raggiunta avremo tutti i mezzi per risolvere le questioni che affliggono il Paese" le sue parole.
Una donne forte e determinata che ha sempre affermato e ribadito che a fondamento della sua azione c'è la fede buddista! I suoi saggi sono raccolti in due libri: "Lettere dalla mia Birmania" (2007) e "Liberi dalla paura" (2003). Esemplare l'incipit del primo libro: "...Non è il potere che corrompe, ma la paura…".
Molti bloggers disseminati nel mondo, come anche noi Bloggers For Burma, vorremmo fare nostra un altra celebre frase di Aung San: "Usate la vostra libertà per promuovere la nostra"!

Vi posto un video in sostegno di Aung San Suu Kyi, in cui compare anche la celebre star americana Jim Carrey:

3 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Grande coraggio e grande amore per la libertà e per il suo popolo.

Pruun ha detto...

Anche io vi sostengo e ho messo il link nel blog! Grazie per l'iniziativa!

Mimmo ha detto...

@Daniele: un esempio che purtroppo pochi conoscono ed ignorano. A volte veneriamo persone che hanno fatto grandi cose in passato...e ci scordiamo di tutte coloro che invece sono vive e vegete e stanno veramente combattendo per degli ideali di libertà e giustizia. Che strani che siamo.

@Pruun: grazie a te! Il nostro obiettivo è anche questo...diffondere il più possibile!!!!